Marco Petrarca

Marco Petrarca: a gonfie vele

La storia di Marco Petrarca, 51 anni, inizia nel 2003. Da sempre donatore di sangue, si accorge, dopo un controllo, che i valori di creatinina sono anomali. Un approfondimento conferma che soffre di una nefropatia.

Nel 2013, dopo una decina di anni di cure farmacologiche, si sottopone a dialisi presso l’Ospedale Bassini di Cinisello Balsamo, grazie al prezioso aiuto del Dott. Pozzi.

L’emodialisi al Bassini continua per quattro anni,  durante i quali passa 3-4 ore in ospedale, per poi andare a casa.

Nonostante tutto Marco cerca di vivere con ottimismo anche questo periodo. Lo prende come un appuntamento fisso, un po’ come quando decidi di andare in palestra. Diventa una routine.

Riesce ad affrontare tutto con spirito leggero, senza difficoltà. Quelle tre ore diventano il suo mondo privato. Niente telefono, il tempo per leggere un buon libro.

Frequentando l’ospedale conosce e si associa ad ANED Sport, che aveva da poco accompagnato un gruppo di trapiantati e di pazienti in dialisi al cammino di Santiago.

Scopre che la dialisi si può fare anche in vacanza grazie a Fresenius Medical Care e scrive al presidente ANED Valentina Paris con l’intenzione di partecipare al prossimo “cammino”.

Si appassiona al Nordic Walking e frequenta un corso al parco di Monza. Per prepararsi ai 180 km del cammino di Santiago ne percorre 500 nel parco. La natura lo aiuta psicologicamente a continuare sulla strada dello sport.

Arriva il giorno della partenza. Il gruppo è formato da 11 persone, di cui solo due dializzati. Le giornate sono faticose, ma scandite da ritmi precisi. La mattina si cammina, con un’auto che li segue per offrire assistenza, mentre la sera si recano al centro dialisi. 

Sempre grazie ad ANED Sport coglie l’opportunità di partecipare ad alcune regate. Nel 2015 arriva la prima regata con un team di trapiantati/dializzati. 

L’anno dopo arriva anche la seconda regata, questa volta con un’organizzazione ancora più importante. Due barche, più grandi. Tutti in divisa. Il TG3 Regione Liguria vuole intervistarlo perché è l’unico dializzato dell’equipaggio.

Due grandi passioni che gli rimangono nel cuore. Marco infatti va spesso a Livigno per le sue sessioni di Nordic Walking. Ha sempre i bastoncini in macchina.

Allo stesso modo non lascia l’amore per la barca a vela e quando può regata sul Lago di Como, a Dervio, insieme ad alcuni amici. Con la bandiera ANED Sport issata sull’imbarcazione.

A Gennaio 2017 arriva anche il trapianto, effettuato con successo all’Ospedale Niguarda. Dopo il trapianto tutto sembra tornare alla normalità. Marco quasi dimentica di essere stato dializzato, anche se conserverà per sempre quei ricordi.

Nella sua testa solo una parte del corpo è malata, non tutto il resto. Ha dimostrato alle persone che gli stanno intorno che per lui la malattia non rappresenta un problema.

Anche se è consapevole che in qualche modo la sua malattia ha inevitabilmente influenzato e cambiato anche la vita di chi gli stava vicino.

È anche consapevole, e questo ce lo vuole dire a gran voce, che sono i piccoli gesti a fare la differenza, che basta davvero poco per cambiare e migliorare la vita delle persone.

IN UNA PAROLA, SALVARLA.